Florin Andriciuc
Storia20 luglio 2026 · 8 min di lettura

Come ho iniziato: gli anni in cantiere prima di scrivere una riga di codice

Non sono arrivato al software dall'università. Ci sono arrivato dal cantiere, dopo troppe sere passate a rifare preventivi che avevo già fatto. Questa è la parte della mia storia che di solito non racconto.

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Florin Andriciuc

Founder & CEO di AEDIX

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Prima di scrivere software, ho scritto preventivi a mano. Tanti. Su carta, su Excel, sul retro di un foglio del listino. Quasi sempre di sera, quasi sempre stanco.

Il mio mestiere è nato in cantiere. Non in un'aula. Chi mi ha conosciuto dopo mi presenta come uno che fa software per l'edilizia. Se leggi chi sono capisci che l'ordine dei fatti è al contrario.

Prima c'era il cantiere. Poi è arrivato il problema. Il software è venuto dopo, per ultimo. Questa è la storia di come si è messo in fila tutto.

I primi anni: il mestiere prima di tutto

I primi anni li ho passati dove si passano davvero. In cantiere. Una squadra piccola, un furgone, tanti chilometri in provincia.

La giornata iniziava presto e finiva quando finiva. Si scaricava il materiale. Si litigava col fornitore per una consegna sbagliata. Si rifaceva un lavoro perché il muro non era dritto come diceva il disegno.

In quegli anni ho imparato cose che nessuno ti spiega a parole. Come si legge un cliente al primo sopralluogo. Quando uno chiede un preventivo e quando sta solo confrontando i prezzi. Come si dice di no a un lavoro che sembra buono e non lo è.

Ho imparato anche a riconoscere il rumore di una giornata che sta andando storta. Lo senti prima di vederlo nei conti.

Il problema non era il lavoro. Era tutto il resto

Il lavoro c'era. Non è mai stato quello il punto. Il punto era un altro. Il lavoro finiva alle sei. Il mio secondo turno iniziava alle otto.

Il secondo turno era fatto di carta. Di numeri. Di cose che dovevo ricordarmi io, perché non stavano scritte da nessuna parte.

Il preventivo del venerdì sera

Il cliente lo voleva per lunedì. Io avevo il venerdì sera. Aprivo il file del cantiere precedente, cambiavo due voci e speravo.

Speravo che il prezzo del materiale fosse ancora quello. Speravo di non aver dimenticato una lavorazione. Speravo che le ore stimate reggessero.

Tre speranze dentro un documento che decide se ci guadagni. Non è un metodo. È una scommessa fatta stanchi.

I documenti che sparivano

I DDT finivano nel cruscotto del furgone. Poi sotto il sedile. Poi da nessuna parte.

Le foto del cantiere stavano nel telefono. I messaggi col cliente su WhatsApp. Le varianti concordate a voce, in mezzo alla polvere.

Quando serviva una prova, non ce l'avevo. E quando non hai una prova, paghi tu.

I margini che si scoprono troppo tardi

Questa è la parte peggiore. Il cantiere lo chiudevo, il cliente era contento, i soldi arrivavano.

Poi facevo i conti veri. A volte tornavano. A volte no. E quando non tornavano, era già passato troppo tempo per capire dove.

  • Materiale rincarato tra il preventivo e l'ordine, mai riaggiornato in offerta
  • Ore di manodopera in più che nessuno aveva contato
  • Un giorno perso ad aspettare una consegna che nessuno aveva sollecitato
  • Una variante fatta per cortesia e mai messa in fattura
  • Un acconto chiesto tardi, con la banca che intanto aspetta

Nessuna di queste cose ti ammazza da sola. Insieme, ti mangiano l'anno.

Il cantiere non ti fa fallire di colpo. Ti toglie un pezzo per volta, in silenzio. E tu intanto sei convinto di lavorare bene.

Il giorno in cui ho smesso di lamentarmi

Per anni ho fatto quello che facciamo tutti. Mi lamentavo. Con i colleghi, con mia moglie, col commercialista.

Dicevo che il settore è fatto così. Che l'edilizia è disordinata per natura. Che chi lavora non ha tempo per la scrivania.

Era vero. Era anche una scusa comoda. Perché finché il problema è del settore, non è tuo. E se non è tuo, non lo devi risolvere.

Il cambio è avvenuto in modo banale. Ho iniziato a scrivere i problemi invece di raccontarli. Una lista, sul telefono, sempre la stessa.

Dopo qualche mese ho notato una cosa. La lista non cresceva. Erano sempre i soliti otto o dieci problemi che tornavano.

Non era caos. Era un processo rotto che si ripeteva uguale. E un processo che si ripete uguale si può sistemare.

Perché un imprenditore edile finisce a fare software

Ho provato prima le strade normali. Ho comprato programmi. Ho preso un ragazzo bravo con i fogli di calcolo. Ho cambiato commercialista.

I programmi che trovavo li aveva fatti gente mai entrata in un cantiere. Si vedeva dalla prima schermata.

Ti chiedevano codici che nessuno usa. Non conoscevano la parola commessa. Volevano che fossi io ad adattarmi a loro.

In cantiere non funziona così. In cantiere lo strumento si adatta al lavoro, non il contrario. Un attrezzo che ti rallenta lo lasci nel furgone.

Così ho fatto la cosa che sembrava assurda. Ho iniziato a farmelo da solo, un pezzo per volta. Prima il preventivo. Poi la commessa. Poi tutto il resto.

Non l'ho fatto per diventare uno del settore tecnologico. L'ho fatto perché ero stufo di perdere soldi che avevo già guadagnato. Da lì è nato EdiliziaInCloud. Attorno a quello, tutto il resto.

Cosa mi ha dato il cantiere che nessun corso poteva darmi

Il codice l'ho imparato dopo. Con fatica, di notte, sbagliando molto. Quella parte si può studiare.

L'altra parte no. Il cantiere mi ha dato cose che non stanno in nessun programma di studio.

Sapere quale problema costa davvero

Chi non è del mestiere risolve i problemi che si vedono. Il colore dei pulsanti. La grafica del riepilogo.

Chi viene dal cantiere sa quali problemi tolgono i soldi. Il preventivo sbagliato. Il documento perso. L'acconto chiesto tardi. Sono altri.

Parlare la lingua giusta

Quando parlo con un imprenditore edile, non devo tradurre niente. So cosa vuol dire un SAL fermo. So cosa succede se il capo squadra si offende.

Questo non si impara con le interviste ai clienti. Si impara stando dentro.

La pazienza dei tempi lunghi

Un cantiere non lo finisci in una settimana. Impari che le cose serie richiedono mesi. E che a metà sembra sempre che vada male.

Quella pazienza mi serve ogni giorno. Costruire un prodotto assomiglia molto a tirare su un edificio: fondamenta noiose, poi tutto in piedi insieme.

Il cantiere non mi ha insegnato a programmare. Mi ha insegnato quali problemi valgono la fatica di essere risolti.

Dove sono oggi, detta semplice

Oggi faccio strumenti per chi fa il lavoro che facevo io. Gestionale, marketing, vendita, controllo dei numeri.

Sono quattro brand dentro AEDIX, e non è una collezione a caso. È la stessa lista di problemi che scrivevo sul telefono la sera, risolta un pezzo alla volta. Li trovi tutti dentro l'ecosistema AEDIX.

Non ho smesso di sentirmi un imprenditore edile. È ancora il modo in cui ragiono quando decido cosa costruire.

Se stai leggendo e ti sei riconosciuto nel venerdì sera, nei DDT persi, nei margini scoperti tardi: non sei disorganizzato. Hai solo gli strumenti sbagliati. Io ci ho messo anni a capirlo.

Dall'ecosistema

AEDIXLa casa madre dell'ecosistema per l'edilizia

Il gruppo che riunisce software e servizi per digitalizzare e far crescere le imprese edili italiane. Sotto AEDIX nascono EdiliziaInCloud e gli altri brand: una sola visione, un solo obiettivo.

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FAQ

Domande frequenti

Serve essere del settore per costruire software per l'edilizia?+

Non è obbligatorio, ma cambia tutto. Chi non conosce il cantiere costruisce quello che sembra utile. Chi ci ha lavorato sa quali problemi tolgono i soldi davvero. La differenza si vede alla prima schermata: se ti chiede dati che nessuno in cantiere ha, l'ha fatto qualcuno che non c'è mai stato.

Quanto tempo ci vuole per passare dal cantiere al software?+

Nel mio caso è stato un passaggio lento e sovrapposto. Ho continuato a lavorare mentre imparavo, di notte e nei ritagli. Non consiglio a nessuno di mollare tutto per un'idea. Il cantiere pagava le bollette e allo stesso tempo mi diceva ogni giorno cosa andava sistemato.

Bisogna saper programmare per risolvere questi problemi?+

No. La parte difficile non è il codice, è capire dove perdi margine. Molti dei miei problemi li ho sistemati prima con un metodo e una regola fissa, non con un programma. Il software è arrivato dopo, per rendere automatico quello che già funzionava a mano.

Da dove conviene iniziare se mi riconosco in questa storia?+

Da una lista. Per un mese scrivi ogni volta che perdi tempo o soldi, senza filtri. Alla fine avrai otto o dieci voci ripetute. Parti dalla prima, quella che ti costa di più, e sistema solo quella. Poi passi alla seconda. Funziona meglio di qualsiasi rivoluzione fatta tutta insieme.