Florin Andriciuc
Storia18 luglio 2026 · 8 min di lettura

I 3 preventivi che ho perso e cosa mi hanno insegnato

Tre lavori che credevo miei. Li ho persi tutti e tre. Uno per 800 euro, uno per uno sconto dato di fretta, uno per una mail mai richiamata. Ecco cosa ho sbagliato.

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Florin Andriciuc

Founder & CEO di AEDIX

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Ho perso tre lavori che consideravo già miei. Non anni fa, in un passato comodo da raccontare. Tre firme mancate che mi bruciano ancora. Li ricordo per nome, per indirizzo, per importo. E ricordo la faccia che avevo dopo ogni telefonata andata male.

Non sono un venditore di nascita. Vengo dal cantiere e dai numeri delle imprese. Se non sai chi sono, ti basta questo: ho imparato a vendere sbagliando, non leggendo. Ogni cosa che scrivo qui l'ho pagata di tasca mia.

Questa non è una guida. Non ci sono tecniche da ripetere a memoria. Ci sono tre miei errori, raccontati come sono andati. Se ti riconosci in uno solo, hai già guadagnato la giornata.

Il primo: quello che ho perso per 800 euro

Ristrutturazione completa di un appartamento. Preventivo da 46.000 euro. Il cliente era una coppia sulla cinquantina, casa di famiglia da rimettere a nuovo. Avevo fatto tre sopralluoghi. Avevo misurato tutto. Sapevo dove passavano i vecchi scarichi.

Il concorrente stava a 45.200. Ottocento euro sotto di me. Su un lavoro da sei mesi di cantiere. Ottocento euro sono niente. Sono un pavimento in più, un imprevisto sotto l'intonaco. Eppure hanno scelto lui.

Il giorno dopo ho chiamato la signora. Volevo capire. Mi ha risposto una frase che uso ancora oggi con i miei clienti: «Alla fine facevate la stessa cosa, quindi abbiamo guardato il numero». La stessa cosa. Sei mesi di cantiere ridotti a una riga di Excel.

Dove avevo sbagliato

Il mio preventivo era un elenco. Voci, quantità, prezzi. Pulito, ordinato, muto. Non diceva una parola su come lavoro. Non diceva chi veniva in cantiere. Non diceva cosa succede se piove per due settimane. Avevo lasciato al cliente un solo criterio per scegliere: il totale in fondo.

  • Non avevo scritto quali marche di materiali usavo.
  • Non avevo messo una data di fine lavori, solo «circa 5 mesi».
  • Non avevo spiegato chi sarebbe stato il referente in cantiere.
  • Non avevo allegato nemmeno una foto di un lavoro simile.
  • Non avevo detto cosa NON era compreso, lasciando spazio ai dubbi.

Se due preventivi sembrano uguali, il cliente sceglie il più basso. Non è avaro. È che non gli hai dato altro modo per decidere.

La lezione l'ho imparata tardi. Non ho perso per 800 euro. Ho perso perché il mio foglio non raccontava niente. Il prezzo era l'unica cosa che si vedeva, quindi è stata l'unica cosa che hanno guardato.

Il secondo: lo sconto che ho dato per paura

Cappotto termico su una palazzina. 78.000 euro. Un lavoro che mi teneva la squadra occupata fino a fine stagione. Ne avevo bisogno. E si sentiva.

Il geometra dell'amministratore mi guarda e dice una cosa sola: «Eh, però siamo alti». Non ha detto costa troppo. Non ha fatto un confronto. Ha buttato lì quattro parole. Io ho risposto in due secondi: «Posso fare 72».

Sei mila euro regalati prima ancora di sapere se erano un problema. Non me li aveva chiesti nessuno. Li ho messi sul tavolo io, per paura del silenzio.

Il risultato non è stato quello che speravo. Il geometra ha capito una cosa sola: che il mio primo prezzo era gonfiato. Se scendo di sei mila in due secondi, quanto altro c'è sotto? È tornato una settimana dopo chiedendo 68. Ho detto di no. Il lavoro l'ha preso un altro, a 71.500.

Cosa avrei dovuto fare

Stare zitto. Bastava stare zitto e fare una domanda. Alti rispetto a chi? Rispetto a quale altro preventivo? Cosa comprendeva quello? Tre domande da venti secondi. Invece ho riempito il silenzio con i miei soldi.

  • Uno sconto dato senza motivo dice che il prezzo era finto.
  • Chi ottiene il primo ribasso facile torna sempre a chiedere il secondo.
  • Il margine tagliato di fretta te lo porti dietro per tutto il cantiere.
  • La paura di perdere il lavoro si sente nella voce, e il cliente la sente.

Oggi so che quel silenzio non era un attacco. Era solo una pausa. Il geometra stava pensando, non trattando. Io ho letto una minaccia dove non c'era.

Il terzo: il preventivo mandato via mail e mai richiamato

Questo è il più stupido dei tre. Villetta singola, rifacimento tetto e lattoneria. 23.400 euro. Sopralluogo andato benissimo. Il cliente mi ha offerto il caffè. Mi ha presentato la moglie. Mi ha detto: «Con lei mi trovo bene».

Sono tornato in ufficio contento. Ho preparato il preventivo il giorno dopo. L'ho allegato a una mail di quattro righe. Ho scritto: «Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento». Ho premuto invio. E ho aspettato.

Ho aspettato tre settimane. Poi ho aspettato un mese. Non l'ho mai richiamato. Mi sembrava di disturbare. Mi ero detto: se gli interessa, mi chiama lui.

Il tetto l'ha rifatto un'altra impresa a settembre. L'ho visto passandoci davanti. Ponteggio montato, teli blu, il camion di un concorrente. Mi si è chiuso lo stomaco.

Resto a disposizione vuol dire: adesso il lavoro è tuo, arrangiati. Ho perso un tetto da 23.400 euro per non aver fatto una telefonata da due minuti.

La verità sul «ci penso»

Il cliente non mi aveva scartato. Si era distratto. Aveva la sua vita, il lavoro, i figli, altre dieci cose davanti al mio PDF. Poi è arrivato uno che ha richiamato. E si è preso il cantiere che era mio.

Non ho perso per il prezzo. Non ho perso per il preventivo. Ho perso per il silenzio dopo. È l'errore che vedo fare più spesso alle imprese con cui lavoro oggi.

Le tre lezioni messe in fila

Rimessi uno accanto all'altro, i tre errori sono lo stesso errore. In tutti e tre i casi ho lasciato decidere il cliente da solo, senza di me. Nel primo gli ho dato solo un numero. Nel secondo gli ho tolto fiducia nel numero. Nel terzo l'ho lasciato con il numero in mano e sono sparito.

  • Un preventivo che non racconta il lavoro è solo un prezzo.
  • Uno sconto non richiesto è una confessione, non un favore.
  • Un preventivo mandato e non seguito è un lavoro fatto a metà.

Queste tre cose mi sono costate, sommate, oltre 140.000 euro di lavori. Non di margine, di fatturato. Ma il conto vero non è quello. Il conto vero sono i mesi in cui la squadra è rimasta ferma.

Cosa faccio diversamente oggi

Non ho imparato tecniche. Ho cambiato tre abitudini. Sono banali. Funzionano perché le faccio sempre, non perché siano furbe.

Il preventivo lo consegno, non lo mando

Il PDF non parte più da solo. Fisso mezz'ora, anche al telefono. Apro il documento insieme al cliente. Gli spiego voce per voce cosa sto facendo e perché. Il prezzo lo legge dopo aver capito il resto.

Quando sento «siamo alti», non parlo

Conto fino a tre e faccio una domanda. Alti rispetto a cosa. Nove volte su dieci il confronto è con un preventivo che non include gli stessi lavori. Il numero non lo tocco. Se proprio devo, tolgo qualcosa dal lavoro. Prezzo diverso a parità di lavoro non esiste più.

La data del richiamo la fisso prima

Prima di salutarci decidiamo insieme quando ci risentiamo. «Giovedì mattina la chiamo, le va bene?». Così giovedì non sto disturbando. Sto rispettando un appuntamento. Cambia tutto, per me e per lui.

Da questi errori è nato il lavoro che porto avanti con Vendita Edile. Non è un corso motivazionale. Sono le cose che avrei voluto sapere prima di perdere quei tre cantieri, messe in ordine per chi sta in cantiere.

Se vuoi vedere come lo raccontiamo alle imprese, il progetto vive su venditaedile.it. Ma la parte utile di questo articolo l'hai già letta sopra. Sono i miei tre errori, e ti costano meno leggerli che rifarli.

Una cosa sola ti chiedo. Prendi l'ultimo preventivo che hai mandato e non hai più richiamato. Fallo oggi. Molte volte il lavoro è ancora lì, fermo, che aspetta qualcuno che si faccia vivo.

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FAQ

Domande frequenti

Quanto ti sono costati davvero questi tre preventivi persi?+

Sommati fanno oltre 140.000 euro di lavori: 46.000 di ristrutturazione, 78.000 di cappotto, 23.400 di tetto. Ma il danno vero sono stati i mesi con la squadra ferma e la testa occupata a rifare i conti invece che a cercare il lavoro dopo.

Perché dici che lo sconto dato subito è stato l'errore peggiore?+

Perché nessuno me lo aveva chiesto. Ho tolto 6.000 euro per riempire un silenzio. Il geometra ha capito che il primo prezzo era gonfiato e ha chiesto ancora. Un ribasso dato senza motivo non chiude la trattativa, la riapre.

Come fai a richiamare senza sembrare uno che insiste?+

Fisso la data prima di salutarci. Dico al cliente quando lo richiamo e aspetto il suo sì. Quando poi chiamo non sto disturbando, sto rispettando un appuntamento preso insieme. È l'abitudine che mi ha cambiato più risultati di ogni altra.

Se rifacessi tutto, cosa cambieresti per primo?+

Smetterei di mandare i preventivi via mail e basta. Mezz'ora insieme al cliente, con il documento aperto davanti, vale più di dieci pagine scritte bene. Il foglio da solo non spiega come lavori: quello puoi farlo solo tu.