Florin Andriciuc
Numeri10 agosto 2026 · 6 min di lettura

Il prezzo giusto non è quello del concorrente

Per anni ho fatto i prezzi guardando cosa chiedevano gli altri. Poi ho capito che il concorrente non paga i miei operai, i miei mezzi e i miei errori. Il prezzo giusto si calcola, non si copia.

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Florin Andriciuc

Founder & CEO di AEDIX

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Quando avevo l'impresa, il listino lo facevo così: sentivo in giro quanto chiedevano gli altri, e mi mettevo un po' sotto. Mi sembrava furbo. Era il modo più veloce per lavorare tanto e guadagnare poco — l'ho raccontato in l'anno che ho rischiato di chiudere, ed è cominciato esattamente da lì.

Il ragionamento sembrava logico: se io costo meno, il cliente sceglie me. Il problema è che il prezzo del concorrente racconta i costi del concorrente. Non i miei.

Il concorrente non paga le tue buste paga

Due imprese edili con lo stesso prezzo al metro quadro possono avere destini opposti. Una ha tre operai esperti pagati bene, mezzi propri e poca struttura. L'altra ha subappalti, un capannone in affitto e un finanziamento sul furgone. Lo stesso prezzo per una è margine, per l'altra è una perdita mascherata da fatturato.

Copiare il prezzo di un altro è come indossare i suoi occhiali da vista: se non hai i suoi occhi, ci vedi peggio di prima.

  • I suoi costi orari non sono i tuoi: squadra diversa, contratti diversi, produttività diversa.
  • I suoi costi di struttura non sono i tuoi: mezzi, sede, amministrazione, assicurazioni.
  • Il suo modo di lavorare non è il tuo: magari lui su quel prezzo ci sta dentro tagliando cose che tu non taglieresti mai.
  • E magari — succede più spesso di quanto credi — quel prezzo è sbagliato anche per lui. Lo scoprirà a fine anno.

Da dove parte il prezzo giusto

Il prezzo giusto parte da tre numeri tuoi: quanto ti costa davvero un'ora della tua squadra, quanto ti costa tenere aperta l'impresa ogni mese anche senza cantieri, e quanto margine vuoi — non speri — portare a casa su quella commessa. Sono i tre numeri di cui parlo in l'impresa edile ha un problema di margine. Solo dopo, e dico solo dopo, ha senso guardare il mercato: per capire come raccontare la differenza, non per copiare la cifra.

«Ma se il mio prezzo giusto è più alto del suo, perdo il lavoro». Forse. O forse lo perdi solo quando il preventivo non spiega la differenza — che è un problema di vendita, non di prezzo. E comunque: perdere un lavoro in perdita non è perdere. È evitare di pagare per lavorare.

La domanda da farti oggi

Prendi l'ultimo preventivo che hai mandato. Sapresti dire, voce per voce, quanto di quel prezzo è costo e quanto è margine? Se la risposta è no, il tuo listino è una scommessa. Il metodo per rimettere in fila questi numeri l'ho messo dentro Numeri in Edilizia. E se vuoi capire se è il tuo punto di partenza, scrivimi.

Dall'ecosistema

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Il metodo che insegna all'imprenditore edile a leggere margini, costi e commesse — per trasformare il fatturato in utile reale invece di lavorare tanto e guadagnare poco.

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FAQ

Domande frequenti

Come si calcola il prezzo giusto di un lavoro edile?+

Si parte dai costi reali: ore di manodopera al costo vero della squadra, materiali aggiornati, quota dei costi di struttura mensili, più il margine deciso in anticipo. Il prezzo dei concorrenti serve solo come contesto di mercato, mai come base di calcolo.

E se il mio prezzo è più alto dei concorrenti?+

Un prezzo più alto regge se il preventivo spiega la differenza: come lavori, che garanzie dai, come gestisci gli imprevisti. Se il cliente vede solo il numero finale, sceglie il più basso. È un tema di presentazione del preventivo, prima che di prezzo.